AGU premia un commentary di CNR-ISAC sul ruolo dei temporali estremi nella stratosfera

Il commentary When Thunderstorms Reach the Stratosphere: Why Storm Structure May Matter for Climate, pubblicato su invito su Journal of Geophysical Research: Atmospheres da Francesco Cairo, ricercatore del CNR-ISAC, è stato selezionato dall’Editorial Board della rivista per essere promosso sui canali social dell’American Geophysical Union.

La selezione riguarda meno del 2% degli articoli pubblicati da AGU e rappresenta un importante riconoscimento della rilevanza scientifica e comunicativa del lavoro.

Il contributo discute il ruolo dei temporali più intensi, capaci di superare la tropopausa e raggiungere la bassa stratosfera, nel trasporto verticale di vapore acqueo, aerosol e composti chimici.

Questi processi sono particolarmente importanti perché la stratosfera è una regione chiave per il bilancio radiativo terrestre, la chimica dell’ozono e la comprensione delle interazioni tra dinamica atmosferica e clima.

Il commentary mette in evidenza come non tutti i sistemi convettivi abbiano lo stesso impatto: la struttura della tempesta, la presenza di overshooting top, plumes sopra l’anvil e sistemi convettivi organizzati possono determinare percorsi ed effetti differenti nello scambio tra troposfera e stratosfera.

Il lavoro colloca questi risultati nel contesto delle osservazioni recenti e sottolinea la necessità di identificare quali classi di
sistemi convettivi siano più efficaci nell’influenzare la composizione della bassa stratosfera.

La promozione da parte di AGU contribuirà a dare visibilità internazionale a un tema centrale per la fisica dell’atmosfera: capire
come gli eventi convettivi estremi possano influenzare il clima, oggi e in un’atmosfera che cambia.

https://doi.org/10.1029/2026JD046663

MicroRad 2026: a L’Aquila la comunità internazionale della radiometria a microonde per l’osservazione della Terra

Si è conclusa il 30 aprile 2026 a L’Aquila la 18ª edizione di MicroRad – Specialist Meeting on Microwave Radiometry and Remote Sensing of the Environment, il principale forum internazionale dedicato alla radiometria a microonde applicata all’osservazione del sistema Terra. L’evento, ospitato presso il Centro Congressi “Luigi Zordan”, è stato co-organizzato dal CNR-Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (CNR-IMAA) e dal CNR-Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (CNR-ISAC), in collaborazione con il CETEMPS dell’Università degli Studi dell’Aquila e con il supporto di importanti organizzazioni scientifiche internazionali.

Nata a Roma nel 1983, la conferenza MicroRad si svolge con cadenza biennale alternando sedi europee e statunitensi e rappresenta da oltre quarant’anni un punto di riferimento per la comunità scientifica impegnata nello sviluppo e nelle applicazioni delle tecniche radiometriche a microonde per il monitoraggio dell’atmosfera, degli oceani, della superficie terrestre, della criosfera e del clima.

L’edizione 2026 ha registrato la partecipazione di circa 150 ricercatrici e ricercatori provenienti da Europa, Nord America e Asia, in rappresentanza di università, centri di ricerca, servizi meteorologici e delle principali agenzie spaziali internazionali, tra cui NASA, ESA, EUMETSAT, NOAA, JAXA, CMA e CNES. Il programma scientifico ha affrontato temi di grande attualità, spaziando dagli sviluppi strumentali e metodologici della radiometria a microonde alle nuove applicazioni per l’osservazione della Terra, con particolare attenzione alle future missioni satellitari, all’assimilazione dei dati nei modelli atmosferici e climatici e all’impiego dell’intelligenza artificiale nell’elaborazione delle osservazioni radiometriche.

Particolarmente significativa è stata la presenza del CNR, che attraverso i propri istituti ha contribuito sia all’organizzazione dell’evento sia al programma scientifico, presentando risultati di ricerca e attività di sviluppo tecnologico nel campo del telerilevamento a microonde. La conferenza ha inoltre offerto un’importante occasione di confronto tra ricercatori affermati, giovani studiosi e rappresentanti delle agenzie spaziali, favorendo nuove collaborazioni scientifiche a livello internazionale.

Tra i momenti più significativi della manifestazione vi sono state le iniziative dedicate alla memoria del professor Frank Marzano, figura di riferimento nel settore del telerilevamento e già docente dell’Università La Sapienza di Roma e Direttore del CETEMPS, con la consegna del premio “Fiorino d’Oro” alla sua memoria , il premio IEEE GRSS “Frank Marzano” per le migliori tesi specialistiche e di dottorato, e il premio Gutta Aurea Marzano Award dalla fondazione “Per Aspera Ad Astra” a lui intitolata, dedicato a giovani ricercatori e ricercatrici distintisi nell’ambito del telerilevamento e della meteorologia da satellite. Nella sessione di chiusura sono stati consegnati i premi per le migliori presentazioni orali e poster, dedicati alla memoria di Walter Di Nicolantonio, ingegnere di OHB Italia che faceva parte del team di sviluppo del Microwave Imager della missione europea MetOp Second Generation e della missione CIMR del programma Copernicus.

Il successo di partecipazione e la qualità dei contributi presentati hanno confermato il ruolo di MicroRad come uno dei principali appuntamenti internazionali per la comunità scientifica che opera nel settore della radiometria a microonde e dell’osservazione della Terra, consolidando ulteriormente la visibilità del CNR e delle istituzioni scientifiche italiane in un ambito strategico per il monitoraggio ambientale e climatico del pianeta.

Per maggiori informazioni sull’evento è disponibile il sito ufficiale: MicroRad 2026.

ZONE UMIDE SOTTO PRESSIONE: LA LAGUNA DI SANTA GILLA TRA EVENTI ESTREMI E IMPATTI LOCALI

Workshop Progetto HEAT

Il 15 maggio u.s. nell’Ambito del progetto HEAT (https://dta.cnr.it/project/heat/), di cui è PI Antonio Olita, ricercatore CNR-ISAC sede di Cagliari, si è svolto il workshop alla presenza di Ricercatori, politici, tecnici e operatori del settore pesca.

Nel corso del workshop sono state evidenziate le pressioni meteo-climatiche a cui è soggetta la Laguna di Santa Gilla, e a cui sono soggette, per estensione, tutte le lagune costiere mediterranee, nonché i rischi e gli impatti ad esse correlate.

Gli interventi della parte politica hanno dimostrato una ormai matura consapevolezza della problematica, mentre, da parte del mondo della ricerca, è emersa la necessità di un potenziamento dei programmi di studio e monitoraggio degli ambienti lagunari, anche allo scopo di fornire informazioni utili alle strategie di mitigazione e adattamento che gli enti locali programmano di mettere in atto ANCHE in questi ambienti.

Il workshop è terminato con una tavola rotonda che ha visto partecipi tutte le parti chiamate in causa per una proficua gestione e valorizzazione dell’ambiente lagunare, con l’intento, da parte dei ricercatori di produrre un documento di sintesi da sottoporre a tecnici e politici.

L’incontro ha visto come protagonisti i ricercatori, partner del progetto HEAT, di 4 Istituti CNR (ISAC, IAS, IBE, IRCRES) appartenenti a 3 differenti dipartimenti (DSSTTA, DiSBA, DSU). Il progetto Heat, vincitore dell’avviso CNR-DSSTTA STUPIRE, ha come obiettivo principale lo studio delle ondate di calore atmosferiche e marine su operatori del settore, economia e sul bioma nell’ambiente della Laguna di Santa Gilla (Cagliari).

Da sinistra: Fabio Manca, giornalista di Sardiniapost moderatore; Prof. Antonio Pusceddu, Università degli studi di Cagliari; Antonio Olita, ISAC-CNR, PI del Progetto Heat; Luisa Giua Marassi, Assessora all’Ambiente, Comune di Cagliari; Francesco Agus, Assessore dell’Agricoltura, Regione Autonoma della Sardegna; Prof. Piero Addis, Università degli Studi di Cagliari: Dr. Paolo Mossone, Direttore della Fondazione IMC (International Marine Centre)

Julian C. R. Hunt passed away on 20 April

He was a theoretician in fluid mechanics, never forgetting the practical applications, in a seamless path from nature to theory to the real world.

He had long-lasting interactions with people in our changing-name Institute, and in the dialogue between Francesco Tampieri and Silvia Trini Castelli some particular facets appear.

STC: Francesco, Julian was a scientific guide and a friend for you, wasn’t he?

FT: Yes. I began working with Julian at the beginning of the eighties. That time he was Fellow of the Trinity College in Cambridge, and he introduced me in DAMTP (Dept of Applied Math and Theoretical Physics): his first gift to me was the understanding that the turbulence lies with full merit under the mantle of theoretical physics, very useful in those years to live in the Bologna University Physics environment.

And what about you, Silvia?

STC: I met him the first time when I was a PhD student, at the “EUROMECH COLLOQUIUM on Atmospheric Turbulence and Dispersion in Complex Terrain”, which you organised in Bologna in September 1995. I was thrilled and honoured at the same time, for his presence in the audience, considering it was my first presentation at a congress… and knowing how severe his questions could be! He was friendly to us, young researchers, and gave us a fundamental lesson: before starting your own study, dig into the past literature, spend all the time needed and learn from it. I am not sure I have been able to comply with it, but I still keep it in my mind anytime I am interested in a new topic.

FT: about talks and conferences, it is worth remembering his transparencies (a geological era ago): so often Julian added in real time a sketch, an equation (or better, just a term of an equation, everyone shall imagine the leftover): every transparency a record of his deep and complex thinking.

Silvia, tell me your feelings about Julian’s lectures.

STC: I remember well his talks at conferences, and his hand-made transparencies dense with formulas and figures, which clearly showed his genius, sometimes making our understanding hard… but always pleasant!

FT: there was a story about Julian, and I can’t rule out that it was used to disapprove his way of reasoning: in the morning, during a briefing about some data, Julian formulates a theoretical interpretation; further data are presented, they disagree with the theory, and in the afternoon Julian presents a novel theoretical interpretation.  Far from being a rough and approximate approach, this story teaches me that a true scientist must face the Nature, any theoretical model may have bugs, and to explain the world you must be ready to supersede your previous beliefs.

He synthesised this way of working with a “very colonial (his words) proverb”: slowly slowly get the monkey. He was born in India, yes.

Studiare il cuore dei “medicane”: il contributo di ISAC nelle ricerche ESA

medicane – cicloni mediterranei che mostrano caratteristiche simili a quelle di un ciclone tropicale https://glossary.ametsoc.org/wiki/medicane/  – rappresentano una delle principali minacce meteorologiche per il bacino del Mediterraneo, in grado di generare precipitazioni intense, venti forti e gravi impatti sulle aree costiere. Recentemente il medicane Jolina, che ha toccato terra in Libia portando condizioni meteorologiche estreme, ha rappresentato un importante caso di studio per gli scienziati, permettendo di applicare i più recenti sviluppi nell’utilizzo dei dati satellitari per l’identificazione, la caratterizzazione e il monitoraggio di questi sistemi meteorologici.

Per approfondire la comprensione di questi fenomeni, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato nuove attività di ricerca finalizzate allo sviluppo di tecniche innovative di osservazione della Terra, nelle quali un ruolo di primo piano è svolto dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I ricercatori ISAC contribuiscono allo studio della struttura interna dei medicane e dei processi fisici che ne regolano formazione ed evoluzione, integrando dati satellitari e modellistica numerica avanzata (progetto MEDICANES  https://medicanes.isac.cnr.it/).

In particolare, i dati dei satelliti ESA – come quelli della missione Sentinel-1 – ed EUMETSAT – inclusi i satelliti geostazionari di nuova generazione Meteosat Third Generation, e i satelliti polari MetOp, e, nel prossimo futuro, MetOP-SG – permettono di osservare con grande dettaglio i campi di vento sulla superficie del mare e di analizzare elementi chiave del ciclone, come la presenza dell’occhio, del nucleo caldo (warm core), e la struttura della precipitazione e della convezione profonda. ISAC utilizza queste informazioni per migliorare la rappresentazione dei medicane nei modelli atmosferici, al fine di interpretarne le dinamiche su scala fine e aumentarne l’accuratezza delle previsioni.  

Il contributo di ISAC si inserisce in un approccio integrato che combina osservazioni satellitari, tecniche di assimilazione dei dati e simulazioni ad alta risoluzione. Questo permette di colmare la carenza di misure dirette in mare aperto e di ottenere una visione più completa di questi sistemi, che pur essendo generalmente più piccoli e meno longevi degli uragani tropicali, possono raggiungere elevati livelli di organizzazione e intensità.

Le attività di ricerca del consorzio del progetto MEDICANES, coordinato da ISAC e con la partecipazione di ISMAR, mirano a migliorare la capacità di previsione e monitoraggio dei medicane, con ricadute dirette sui sistemi di allerta e sulla gestione del rischio. In un contesto di cambiamento climatico e crescente esposizione delle aree costiere, questi studi rappresentano un contributo fondamentale per aumentare la resilienza dei territori mediterranei.

https://www.esa.int/Applications/Observing_the_Earth/FutureEO/Getting_to_the_core_of_a_medicane

Il Cnr è advanced partner di GreenHer, Centro di eccellenza per una scienza del patrimonio sostenibile

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche partecipa come Advanced Partner a GREENHER, il nuovo Centro di eccellenza dedicato allo sviluppo di un approccio innovativo e sostenibile alla scienza del patrimonio culturale. GreenHer è uno dei 12 progetti selezionati nel competitivo bando europeo “Teaming for Excellence”. L’iniziativa si propone di integrare competenze scientifiche, tecnologiche e umanistiche per affrontare in modo sistemico le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla transizione ecologica alla conservazione e valorizzazione del patrimonio.

GreenHer nasce con l’obiettivo di promuovere ricerca interdisciplinare, favorire il trasferimento tecnologico e sviluppare soluzioni avanzate per la tutela sostenibile dei beni culturali, contribuendo al contempo alla formazione di nuove professionalità altamente qualificate. Il Centro, istituito presso l’Università di Lubiana (UL, coordinatrice del progetto), punta inoltre a rafforzare le infrastrutture di ricerca e la collaborazione tra enti pubblici, università e stakeholder, a livello nazionale e internazionale. 

CNR e UCL (University College di Londra) avranno il ruolo di “advanced partner”, saranno chiamati a condurre attività di mentoring, training e supporto, oltre che di ricerca, e a sviluppare congiuntamente con le istituzioni slovene nuove partnership e policies. 

Il CNR contribuirà attraverso il coinvolgimento di 3 istituti – l’Istituto di scienze del patrimonio culturale (ISPC), l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (ISAC) e l’Istituto per i polimeri, compositi e biomateriali (IPBC) – con competenze complementari, che spaziano dalle scienze del patrimonio, alle scienze ambientali e climatiche, alla diagnostica, ai materiali, fino alle tecnologie digitali e alla modellistica.

 Il CNR-ISAC contribuirà allo sviluppo delle attività di GreenHer grazie alla sua esperienza a livello internazionale nell’ambito della valutazione degli impatti e dei rischi sul patrimonio culturale e naturale indotti dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici, inclusi gli eventi estremi. Obiettivo prioritario è promuovere l’avanzamento delle conoscenze nella analisi e quantificazione degli impatti, attraverso la messa a punto di indicatori di vulnerabilità e funzioni-modelli di danno, e supportare la definizione di misure e strategie di mitigazione, adattamento e prevenzione. 

La partecipazione di ISAC rafforza l’approccio interdisciplinare di GREENHER, evidenziando come le scienze del clima siano sempre più centrali nella tutela del patrimonio, soprattutto in un contesto di crescente esposizione a eventi estremi e pressioni ambientali.

Il kick-off meeting del progetto, si è tenuto presso il Museo Civico di Lubiana.

Il comunicato stampa CNR per il lancio di GreenHer è disponibile a questo link:  https://www.cnr.it/it/news/14247/il-cnr-e-advanced-partner-di-greenher-centro-di-eccellenza-per-una-scienza-del-patrimonio-sostenibile

Qui il comunicato stampa ufficiale: https://greenher.uni-lj.si/2026/02/23/greenher-launches-operations-and-puts-slovenia-at-the-forefront-of-european-heritage-science/

Monitoraggio della qualità dell’aria alla Maratona di Roma: il contributo del progetto BAQUNIN

Sabato 21Marzo 2026, in occasione della Maratona di Roma, il team ISAC — parte del progetto Boundary Layer Air Quality-analysis Using Network of INstruments (BAQUNIN), finanziato da ESA ed EUMETSAT — ha partecipato a un’attività di monitoraggio della qualità dell’aria nel cuore della città.

Grazie a sensori meteo e di qualità dell’aria indossati sulle braccia da Monica (ISAC), Nicola, Francesco e Lorenzo (SERCO) e con il supporto dell’Università Sapienza per il set up dei sensori e l’acquisizione dei dati, abbiamo raccolto dati lungo il percorso della stracittadina di 5 km, tra Colosseo e Circo Massimo.

Durante il tracciato sono stati monitorati diversi parametri, tra cui il particolato (PM) e la CO₂

L’attività prosegue con un’analisi più approfondita, resa possibile anche grazie al posizionamento di sensori fissi lungo il percorso durante la giornata di Domenica 22 Marzo 2026, in occasione della maratona competitiva.

READY Track 2- Safeguarding Cultural Heritage in Times of Crisis – Information Meeting

READYSafeguarding Heritage Cities, Sites, Buildings, Living Traditions and Practices in the face of Disasters, Extreme Weather Events and Complex Emergencies is an international training initiative developed by ICCROM within its First Aid and Resilience for Cultural Heritage in Times of Crisis (FAR) programme, in partnership with the European Commission and funded by the European Union through the Creative Europe Programme.

The programme aims to strengthen capacities across Europe to protect cultural heritage and associated living traditions from disasters, climate-related risks, and complex emergencies.

Following the successful first year of training, which brought together 24 risk managers and cultural first aiders from 19 countries, ICCROM is now launching READY Track 2, a new immersive training focused on safeguarding immovable, archaeological, and intangible cultural heritage from 18 May 2026 to 26 Feb 2027 in Romania (TBC).

Join us to discover how READY Track 2 can strengthen your capacity to manage risks to heritage cities, sites, buildings, and living traditions — and how you can become part of the next European cohort of risk managers and cultural first aiders.

Information Meeting12 March 2026 15:00–16:00 CET

Visit the ICCROM website for more information

Online (Zoom)

Register here

APPLY BY THE LATEST: 31 MARCH 2026

La definizione di medicane pubblicata sul glossario dell’American Meteorological Society

Il verificarsi di cicloni con caratteristiche simili a quelli tropicali nel Mediterraneo è noto da tempo. Tuttavia, Il termine “medicane” (Mediterranean tropical-like cyclone) è stato utilizzato in modo non uniforme nella letteratura scientifica, causando confusione sia nella comunità scientifica che nei servizi meteorologici. Per affrontare questa ambiguità, alcuni scienziati hanno proposto una definizione fenomenologica basata esclusivamente su osservazioni da remote sensing, ma consistente con una definizione strutturale basata su dati numerici. La definizione, coordinata da ricercatori del CNR-ISAC, è stata pubblicata sul Bulletin of the American Meteorological Society (https://doi.org/10.1175/BAMS-D-24-0289.1) e ora accettata nel glossario dell’American Meteorological Society, diventando pertanto un riferimento per chi lavora nel settore della meteorologia: https://glossary.ametsoc.org/wiki/Medicane. Questo lavoro è stato possibile grazie ad alcuni importanti progetti internazionali, in cui il CNR-ISAC ha svolto un ruolo centrale, quali l’azione COST  “Medcyclones” (https://www.cost.eu/actions/CA19109/) e il Progetto finanziato da ESA “Earth Observations as a cornerstone to the understanding and prediction of tropical-like cyclone risk in the Mediterranean (MEDICANES)”.

Incendi estremi dell’estate 2025: uno studio rivela i fattori scatenanti

Uno studio internazionale a cui ha partecipato, per l’Italia, il CNR-ISAC e CNR-IGG, ha analizzato le cause degli incendi record registrati in Europa occidentale, e in particolare nel nord-ovest iberico, nell’agosto del 2025, individuando nel cambiamento climatico e nell’evoluzione del paesaggio forestale i due fattori che aumentano la frequenza e intensità di tali eventi estremi.
L’articolo è pubblicato su Global Change Biology

E’ stata la combinazione di condizioni meteorologiche estreme e di una vegetazione particolarmente predisposta alla combustione l’origine del record storico di superficie bruciata durante gli incendi che hanno colpito il Nord-Ovest della Penisola Iberica nell’agosto 2025.

Lo studio pubblicato su Global Change Biology nel formato Science behind the news,  è stato guidato dal Gruppo di Modellistica Atmosferica Regionale (MAR) dell’Università spagnola della Murcia, e ha visto la partecipazione, oltre che del CNR, di istituzioni dalla Spagna e dal Belgio.

La ricerca mostra che gli incendi non sono stati un evento isolato, ma si sono sviluppati in concomitanza con un’ondata di calore eccezionale durata 16 giorni nell’Europa sud-occidentale, che ha favorito condizioni meteorologiche estreme per la propagazione del fuoco. Tali condizioni si sono riflesse nell’aumento dell’Indice di Pericolo di Incendio, che ha raggiunto il valore mensile più elevato mai registrato nel Nord-Ovest della Penisola Iberica nel periodo 1985–2025.

L’area interessata dagli incendi, pur rappresentando il 2% del territorio europeo, ha concentrato oltre il 50% della superficie totale percorsa dal fuoco in Europa fino alla fine di agosto, comprendendo circa 541.000 ettari su un totale di un milione complessivamente danneggiati dal fuoco. Emerge tuttavia che le condizioni meteorologiche estreme rilevate, pur essendo un fattore determinante, non spiegano da sole l’entità degli incendi.

Inoltre, non sono state riscontrate evidenze di una maggiore presenza e impatto degli incendi sulle aree protette: la superficie bruciata all’interno di questi spazi risulta, infatti, coerente con la loro estensione relativa sul territorio. Le fiamme hanno piuttosto colpito in modo sproporzionato le aree a macchia e arbusteto, che hanno bruciato in percentuali molto superiori alle attese: questo squilibrio suggerisce un aumento dell’estensione di questo tipo di vegetazione, probabilmente legato a decenni di abbandono del territorio, comune a tutto il Mediterraneo europeo, e a una gestione forestale inefficace.

“È necessario passare da una strategia prevalentemente reattiva di soppressione degli incendi a una prevenzione proattiva, che consideri la resilienza agli incendi come una priorità di sicurezza nazionale”, sottolinea Mara Baudena, CNR-ISAC di Torino.

“Una gestione integrata del territorio, che riduca il carico di combustibile e rafforzi la presenza attiva  e consapevole delle comunità locali, insieme al monitoraggio satellitare e alla capacità di intervento rapido, sono oggi fra le misure più efficaci per limitare gli impatti futuri”, conclude Antonello Provenzale, CNR-IGG.

Nota stampa CNR – https://www.cnr.it/en/press-note/n-14124/incendi-estremi-dell-estate-2025-uno-studio-rivela-i-fattori-scatenanti

Sánchez-Hernández, G., M. Turco, I. Repeto-Deudero, et al. (2025). Record-Breaking 2025 European Wildfires Concentrated in Northwest Iberia. Global Change Biology http://dx.doi.org/10.1111/gcb.70649

Systematic Benchmarking of Climate Models: Methodologies, Applications, and New Directions

Il paper “Systematic Benchmarking of Climate Models: Methodologies, Applications, and New Directions”, a cui ha contribuito Valerio Lembo (CNR-ISAC), é stato pubblicato sulla rivista Reviews of Geophysics dell’American Geosciences Union. 

Questo lavoro, é parte delle attivitá del Model Benchmarking Task Team del CMIP7, finalizzato a definire un protocollo standardizzato per l’analisi delle simulazioni climatiche che verranno utilizzate nel prossimo assessment report dell’IPCC.

I modelli climatici globali e regionali stanno diventando sempre più avanzati e complessi. I dati osservativi utilizzati per valutare la capacità dei modelli di riprodurre un clima realistico stanno diventando sempre più diversificati e disponibili su intervalli temporali più lunghi. L’aumento di complessità dei modelli climatici e la diversificazione e prolungamento di dati osservativi rendono il confronto tra i primi e secondi un compito sempre piú complesso. 

Sono stati sviluppati metodi di analisi o diagnostiche per valutare e confrontare i dati dei modelli sia in presenza sia in assenza di osservazioni. Queste diagnostiche hanno evidenziato numerosi miglioramenti nelle capacità dell’attuale generazione di modelli di riprodurre il clima attuale, ma permangono alcune problematiche in cui i risultati dei modelli e le osservazioni non concordano adeguatamente.

In questo lavoro sono state descritte le caratteristiche di alcuni dei pacchetti forniti dagli scienziati liberamente alla comunità globale per quantificare il disaccordo tra modelli e osservazioni. Le buone pratiche su come interpretare i risultati ottenuti sono discusse, e viene spiegato perche la scelta delle osservazioni e la selezione di diagnostiche appropriate siano fondamentali per fare valutazioni corrette.

Link https://doi.org/10.1029/2025RG000891Digital Object Identifier (DOI)
Immagine 10.5281/zenodo.13934005 (Lembo et al. 2024)

Progetto TOX-IN-AIR – servizio RaiNews

Un servizio RAI racconta i risultati di TOX-IN-AIR, progetto del CNR-ISAC di Lecce dedicato allo studio della tossicità del PM2.5 nell’area leccese, con un livello di dettaglio senza precedenti per la Regione.

Sono state realizzate non solo misurazioni delle concentrazioni di particolato fine, ma analisi approfondite della composizione e degli effetti tossicologici, per comprendere meglio i potenziali impatti sulla salute.

Il progetto è finanziato nell’ambito di NextGenerationEU attraverso il PRIN2022-PNRR.

Leggi e vedi il servizio su RaiNews Puglia

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Ambiente e Società. Quale pianeta per le future generazioni?

I cambiamenti ambientali prodotti dall’attività umana hanno ormai raggiunto un livello tale da mettere a rischio la disponibilità e la fruibilità delle risorse naturali per le generazioni future. In questo contesto si inserisce il volume Ambiente e Società, pubblicato in occasione del centenario della fondazione dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Il volume è articolato in tre sezioni. La prima è dedicata alle tipologie di ambiente e analizza i principali ecosistemi, con particolare attenzione a terra, acqua e suolo. La seconda affronta le emergenze ambientali, approfondendo temi cruciali come la qualità dell’aria, la riduzione dell’ozono stratosferico, il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento da materiali plastici. La terza sezione esamina infine le risposte della società alle sfide ambientali, analizzando l’aumento dell’impronta ecologica attraverso prospettive demografiche, etiche, economiche, sanitarie e giuridiche.

I tredici contributi che compongono il volume sono firmati da esperti italiani. Tra questi figurano due ricercatori dell’ISAC-CNR, Francesco Cairo, Dirigente di Ricerca, e Sandro Fuzzi, Associato Emerito.

Per il CNR ha inoltre contribuito Carlo Calfapietra, Direttore dell’IRET-CNR, mentre la curatela del volume, assieme a Paola Bonfante, è affidata a Guido Carli, Associato dell’IFAC-CNR.

Giovedì 15 gennaio alle 17.30 ci sarà una presentazione del volume presso la sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, in Piazza dell’Enciclopedia Italiana n. 4, Roma.

Qui il link per partecipare

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Cordoglio per la scomparsa di Luigi Nicolais

ISAC si unisce al cordoglio di tutta la comunità CNR per la scomparsa di Luigi Nicolais, Presidente del CNR dal 2012 al 2016.

Qui Nota stampa CNR

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Traffico e PM10 in Veneto: la lezione del lockdown del 2020

Il lockdown dovuto al COVID-19 nel 2020 ha rappresentato un’opportunità unica per valutare il modo in cui il traffico può influenzare l’inquinamento atmosferico. In questo articolo appena pubblicato su Atmospheric Research https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S016980952600030X gli autori dimostrano che in Veneto una riduzione del 40% del traffico ha portato a una riduzione osservata della concentrazione di PM10 fino al 30%. Sono stati analizzati i dati meteorologici provenienti da stazioni terrestri e radiosondaggi, insieme ai dati di rianalisi ERA5, per definire meglio il ruolo della meteorologia nella riduzione delle concentrazioni. L’analisi non identifica variazioni significative nelle condizioni meteorologiche. Il miglioramento delle concentrazioni di PM10 durante il periodo di lockdown sottolinea i potenziali benefici della riduzione del traffico nel raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria. Purtroppo, gli attuali piani strategici sono insufficienti, evidenziando l’urgente necessità di cambiamenti significativi nelle strategie di gestione del traffico nella regione.